Pathfast NT-proBNP può essere utile anche nel monitoraggio della terapia ?

Le concentrazioni di NT-proBNP sono strettamente legate alla gravità e all’outcome dell’insufficienza cardiaca cronica. I livelli di NT-ProBNP rispondono rapidamente a variazioni della funzionalità cardiaca; perciò NT-proBNP può essere utilizzato per guidare la terapia di una insufficienza cardiaca acuta decompensata e meglio monitorare il successo di un trattamento a lungo termine di pazienti ambulatoriali con insufficienza cardiaca cronica.

Perché preferire la misura della concentrazione di NT-ProBNP (Frammento N terminale del precursore del peptide natriuretico) a quella del BNP?

L’NT-ProBNP vanta una emivita 3-4 volte superiore a quella del BNP e una concentrazione mediana normale 6 volte superiore, ovvero consente una misura più facilmente corretta.

Quale è la correlazione fra le concentrazioni rilevate nello scompenso cardiaco cronico e l’outcome del paziente?

L’aumento dei livelli di NT-ProBNP Pathfast può essere un indice per predire la sopravvivenza. Inoltre, i livelli di NT-ProBNP predicono l’insorgere dello scompenso e della morte nell’infarto miocardico acuto.

Quale beneficio si evidenzia nell'adozione delle misure di NT-ProBNP in pronto soccorso?

Trial clinici evidenziano che nei pazienti con dispnea acuta se la concentrazione di Pathfast NT-ProBNP è inferiore a 300 pg/ml (indipendentemente dall'età) permette di escludere lo scompenso cardiaco come causa dell'evento con valore predittivo negativo pari al 99%.