Che genere di anticoagulante viene raccomandato per la corretta valutazione del campione emogasanalitico?

La disponibilità di eparine cosiddette “bilanciate” ha apportato un deciso miglioramento nella gestione dell’errore pre-analitico; fra tutte, il vantaggio fornito dalle siringhe Westmed consiste nell’adozione dell’eparinato liofilo contenente sia Litio che Zinco, identificato da LANDT ET AL. come CNLZ eparina. Questo preparato dimostra di avere i siti di legame dell’eparina ad alta affinità per gli ioni bivalenti occupati dallo Zinco e quelli ad alta affinità per gli ioni monovalenti occupati dal Litio e produce un risultato ideale sia come anticoagulante che come soluzione al problema delle chelazioni indesiderate, evitando tutte le possibili influenze (diluizione, chelaggio, schiacciamento) sulla misura dei diversi elettroliti.

Come conservare il campione per ridurre il rischio di errori preanalitici?

A seguito del prelievo, anche al di fuori del corpo le cellule ematiche continuano a metabolizzare provocando delle variazioni nelle pressioni parziali dei gas ematici, pH, e metaboliti. Se non è possibile analizzare immediatamente il campione occorre conservarlo in modo adeguato al fine di limitare tali influenze. Si consiglia dunque di mantenerlo in condizioni anaerobiche (campione sigillato e senza bolle d’aria) e di raffreddarlo con una miscela refrigerante costituita da acqua e ghiaccio , NON solo ghiaccio. Quest’ultimo infatti data la bassa temperatura genera emolisi e non raffredda in modo uniforme il campione. La conservazione non deve essere protratta per più di 30 minuti.

Quali precauzioni e procedure pre-analitiche è possibile adottare per ridurre il problema della formazione di microcoaguli quando si utilizza il tubo capillare?

Innanzitutto è fondamentale utilizzare un capillare pre-eparinato e provvedere alla miscelazione. Il metodo più efficace è usufruire della coppia ancoretta metallica-magnete:
1. Inserire l'ancoretta metallica nel capillare
2. Agitare l'ancoretta metallica con il magnete per 20-30 secondi
3. Estrarre l'ancoretta metallica dal capillare
4. Chiudere il capillare con gli appositi tappi di plastilina
5. Effettuare l'analisi entro 5 minuti dal prelievo; altrimenti bagno d’acqua e ghiaccio a 4° C per un massimo di 1 ora